Chiara
Bonfanti
Assessore
alla Cultura e ai Beni Culturali della Provincia di Lecco
Lecco,
Progetto Romanico è un progetto che giunge alla
fine di un intenso percorso di scoperta e approfondimento promosso
dalla Provincia di Lecco a partire dall'anno 2002, che ha visto
l'intero territorio provinciale dedicarsi al tema del romanico
e, quindi, alla valorizzazione di beni architettonici romanici
presenti entro i confini lecchesi.
Il patrimonio romanico della Provincia di Lecco è un patrimonio
molto diffuso e non sempre evidente, se si tralasciano i maggiori
e più riconosciuti beni: il complesso romanico di Civate
con la basilica di San Pietro al Monte e l'abbazia di San Nicolò
a Piona.
L'azione di valorizzazione e di sviluppo della consapevolezza
di quello che il patrimonio romanico può rappresentare
per la nostra Provincia, da sempre stretta tra il prestigioso
romanico della Provincia di Como e quello della Provincia di Bergamo,
è parsa necessaria, anche al fine di creare, o rafforzare,
un'identità culturale di riferimento per la giovane Provincia
di Lecco.
L'azione di promozione, che è stata sistemica
rispetto al territorio e alle Associazioni e trasversale rispetto
alle diverso discipline culturali, è nata in piena ottica
europea, perché il suo senso nasce nel 1997 in contemporanea
con la richiesta di finanziamento all'Unione Europea per il restauro
del monastero di Santa Maria del Lavello e con il successivo ottenimento,
nel 2000, di un finanziamento sul programma Recite II per il recupero
di quest’immobile.
All'interno di quella progettualità denominata "Network
Culture Economy", che aveva come obiettivo complessivo la
creazione di percorsi di buone prassi a favore dell'occupazione
femminile - sono stati individuati ambiti di promozione e valorizzazione
turistico-culturale sul territorio lecchese e sono stati creati
tre itinerari tra cui, prioritario, quello del romanico.
Il territorio lecchese, definito solo nel 1995 sul versante amministrativo
con l'istituzione della Provincia di Lecco, è, storicamente,
un territorio di passaggio, a cavallo tra l’ambito milanese
e l’ambito comasco, con l'aggiunta di aree del territorio
bergamasco: aver voluto improntare lo studio e la valorizzazione
stringendoli all'interno dei confini della Provincia è
parso legittimo a lfine di dare una lettura omogenea del fenomeno
architettonico e sociale dal punto di vista territoriale, anche
se la cura del rigore scientifico che hanno accompagnato la ricerca
hanno evitato di chiudere troppo l'analisi entro confini forzati
e limitanti.
E quindi il patrimonio romanico lecchese è diventato,
negli anni, fattore identificativo sia per lo stesso nostro territorio
sia in funzione di un rapporto di dialogo e di comunicazione nei
confronti delle province limitrofe e del contesto europeo.
Tracce di romanico costellano la nostra provincia,
nelle vallate, a ridosso del lago o tra le colline brianzole,
ben celate e, nel contempo, rese ancor più suggestive dal
paesaggio circostante: un patrimonio significativo, ma mai vistoso
né chiassoso (quasi a rispettare le caratteristiche proprie
di questo stile architettonico), che emerge timidamente, in alcuni
casi, tra le stratificazioni di stili successivi.
E così, da una parte, ci è possibile ancora oggi
rileggere con attenzione il contesto nel quale nel passato si
è sviluppato questo stile architettonico, ma dall'altra,
come capita per quelle emergenze che non abbiamo quotidianamente
davanti agli occhi, si può rischiare di dimenticarsene
e di trascurarle non cogliendo l'urgenza di intervenire.
Il Convegno "ETA' ROMANICA - Metropoli,
Contado, Ordini Monastici nell'attuale provincia di Lecco (X1-X11
secolo)" realizzato nei giorni 6 e 7 giugno 2003
a Villa Monastero, ha avuto proprio questo compito: rendere urgente
e non procrastinabile la presa di coscienza del valore dei beni
romanici, approfondire il contesto storico durante il quale sono
stati edificati, conoscere quali interventi ne hanno consentito
la sopravvivenza sino ai giorni nostri e quali sono necessari,
anche attraverso innovative tecniche di restauro e valorizzazione,
per il futuro.
E
questo sito vuole, per il futuro, aprire un dialogo e un confronto
con i lecchesi, con i turisti, con gli insegnanti e gli studenti
e con chiunque voglia approfondire questo tema che ha così
a lungo caratterizzato il nostro territorio e l'agenda culturale
della Provincia.