Il
romanico nel lecchese
L'itinerario
permette di visitare tutti i diversi "luoghi" del territorio
lecchese: i monti, la pianura brianzola ed il lago.
PRIMO GIORNO
Il primo giorno è quello dedicato ai monti, con la visita
ad un complesso situato in una radura sui monti sopra l'abitato
di Lecco e ai laghi brianzoli.
Dall'abitato di Civate si sale lungo una ripida mulattiera immersa
nel bosco, fino ad arrivare dopo un'ora circa, al complesso di
San Pietro al Monte, costituito
dai due edifici, posti frontalmente, che presentano una muratura
in conci di pietra sbozzati.
La chiesa
di San Pietro al Monte è costituito da una navata
unica
nella
quale si aprono due absidi contrapposte, una ad est e l’altra
ad ovest. Internamente si ha programma pittorico caratterizzato
dall’alta qualità stilistica: nell’abside di
sinistra sono affrescati alcuni “Angeli”, un “Cristo
benedicente tra i Serafini ed i Cherubini”, mentre nella
volta si possono ammirare gli “Angeli dell’Apocalisse”.
Nell’abside di destra sono raffigurati invece una serie
di “Santi”, un “Cristo benedicente” e
nelle volte i simboli dei quattro Evangelisti.
L’oratorio
di San Benedetto, posto di fronte allo scalone della chiesa di
San Pietro, è successivo alla creazione di quest’ultima
e risale alla fine del secolo XI.
Nell’abside,
sopraelevata rispetto alla navata, è contenuto un altare
in pietra del XII secolo in cui sono affrescati, sui tre lati,
“Cristo tra la Vergine e San Giovanni”, “San
Benedetto” e “Sant’Andrea”.
SECONDO GIORNO
Il secondo giorno lo si dedica alle bellezze architettoniche ed
agli scorci paesaggistici del Lario.
Il percorso ha inizio da Varenna, dove si possono ammirare il
Castello di Vezio e le chiese di San
Giorgio e San
Giovanni Battista, ambedue di origine romanica e contraddistinte
da pregevoli affreschi. Da non perdere la visita a Villa Monastero,
una spledida villa di delizia, oggi luogo di convegni, costruita
tra il XVI e XVII secolo, inserita in un giardino curato nei minimi
dettagli.
L'itinerario si snoda poi per Bellano, con una sosta per visitare
la chiesa
dei SS. Nazaro e Celso, caratterizzata dal parmaento
murario esterno in fasce di marmo bianco alternate a marmo nero.
La chiesa , di origine romanica, presenta all'interno affreschi
di notevole valore artistico. Da non dimenticare poi la chiesa
di San Nicolao, sconsacrata, con affreschi del XIV
secolo.
A Bellano è possibile visitare anche l'Orrido, l'ccezionale
spettacolo di salti d’acqua e cascate creato dal fiume Pioverna
pochi metri prima di finire la sua corsa nel lago.
Piona, frazione di Colico, è la meta finale del percorso
considerato, luogo di straordinaria bellezza, capace di trasmettere
serenità e armonia con la natura.
Il
Complesso abbaziale di San Nicolò è senza
dubbio uno degli edifici più caratteristici del lecchese,
con i chiostri regolari e l'architettura semplice ed essenziale.
Internamente si hanno affreschi modificati in epoche successive
a quella di origine e due leoni in marmo usati ora come base per
le acquasantiere. Nel porticato si hanno dipinti dei secoli XIII,
XIV e XV; di particolare rilevanza quello raffigurante il “Ciclo
dei Mesi”.
Sempre a Colico, in località Villatico, sorge un'altra
chiesa di epoca romanica, anche se di quest'epoca è oggi
rimasta solo l'abside: la chiesa
di San Rocco, con tracce pittoriche di epoca rinascimentale.
TERZO GIORNO
L'ultimo giorno di questo itinerario alla scoperta del romanico
lecchese si situa nella pianura brianzola, con la visita di diversi
importanti monumenti.

Il percorso inizia Oggiono,
dove si trova il battistero
di San Giovanni Battista, uno
dei pochi battisteri a pianta centrale che presenta ancora leggibili
le caratteristiche architettoniche romaniche.
Internamente all'edificio è ancora visibile l'antico fonte
battesimale e le pareti
interne sono conservano affreschi del XV e XVI secolo che rappresentano
diversi santi.
Nel pomeriggio si prosegue poi verso
Calco, in frazione Arlate, in cui si può ammirare la chiesa
dei Santi Colombano e Gottardo, eretta tra il secolo
XI e il XII secolo in una suggestiva zona sopraelevata, faceva
parte di un complesso monastico cluniacense, Internamente è
da ammirare un
"Cristo Pantocratore” della fine del XIII secolo.
Merita infine una visita il
complesso del
Santuario
di Santa Maria del Lavello
a
Calolziocorte. Il
complesso, che sorge in prossimità delle sponde del fiume
Adda, comprende la piccola chiesa d’origine romanica dedicata
alla Beata Vergine, il campanile del XVIII secolo, e due chiostri.
Una leggenda molto curiosa è legata alla storia di questo
edificio: nel 1480 venne ritrovata, sotto una tomba, una sorgente
d’acqua che, in seguito a prodigiose guarigioni, venne ritenuta
miracolosa. Su di essa venne creata una fontana, o avello, oggi
ancora individuabile in una sorta di pozzo.