Itinerari da UNA GIORNATA:
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La Lecco manzoniana e il centro lago: Varenna
L'itinerario
si snoda attraverso il paesaggio descritto dal Manzoni ne "I
promessi sposi", passando dal lago ai borghi e mantenendo sullo
sfondo i monti del famoso Addio.
Il percorso inizia con una visita a Lecco, passeggiando sul lungolago
fino ad arrivare alla Torre Viscontea, celebrata dal poeta nel romanzo.
Meritano una visita le spendide chiese di San
Nicolò, Sant'Egidio,
SS.
Nazaro e Celso e dei SS.
Gervasio e Protasio. Tutti questi edifici ecclesiastici
conservano nell'aparato murario ed al loro interno tracce della
loro origine romanica.
L'itinerario
si snoda poi verso il borgo di Pescarenico, luogo di origine dei
protagonisti del romanzo.
Si prosegue poi fino a Varenna, caratteristico borgo situato sul
lago, in cui si segnalano il Castello di Vezio e le chiese di San
Giorgio e San
Giovanni Battista, ambedue di origine romanica e contraddistinte
da pregevoli affreschi.
Per concludere è da non perdere Villa Monastero, una spledida
villa di delizia, oggi luogo di convegni, costruita tra il XVI e
XVII secolo, inserita in un giardino curato nei minimi dettagli.

Il
Lario orientale: Varenna, Bellano, Piona
L'itinerario
si snoda lungo la riva orientale del Lario, toccando borghi caratteristici
dove si potranno ammirare edifici e scorci paesaggistici molto suggestivi.
Il percorso ha inizio da Varenna, dove si possono ammirare il Castello
di Vezio e le chiese di San
Giorgio e San
Giovanni Battista, ambedue di origine romanica e contraddistinte
da pregevoli affreschi. Da non perdere la visita a Villa Monastero,
una spledida villa di delizia, oggi luogo di convegni, costruita
tra il XVI e XVII secolo, inserita in un giardino curato nei minimi
dettagli.
L'itinerario si snoda poi per Bellano, con una sosta per visitare
la chiesa
dei SS. Nazaro e Celso, caratterizzata dal parmaento
murario esterno in fasce di marmo bianco alternate a marmo nero.
La chiesa , di origine romanica, presenta all'interno affreschi
di notevole valore artistico. Da non dimenticare poi la chiesa
di San Nicolao, sconsacrata, con affreschi del XIV secolo.
A Bellano è possibile visitare anche l'Orrido, l'ccezionale
spettacolo di salti d’acqua e cascate creato dal fiume Pioverna
pochi metri prima di finire la sua corsa nel lago.
Piona, frazione di Colico, è la meta finale del percorso
considerato, luogo di straordinaria bellezza, capace di trasmettere
serenità e armonia con la natura.
Il
Complesso abbaziale di San Nicolò è senza
dubbio uno degli edifici più caratteristici del lecchese,
con i chiostri regolari e l'architettura semplice ed essenziale.
Internamente si hanno affreschi modificati in epoche successive
a quella di origine e due leoni in marmo usati ora come base per
le acquasantiere. Nel porticato si hanno dipinti dei secoli XIII,
XIV e XV; di particolare rilevanza quello raffigurante il “Ciclo
dei Mesi”.
Sempre a Colico, in località Villatico, sorge un'altra chiesa
di epoca romanica, anche se di quest'epoca è oggi rimasta
solo l'abside: la chiesa
di San Rocco, con tracce pittoriche di epoca rinascimentale.

Museo di Camporeso e Santuario di Santa Maria del Lavello
L'itinerario
si svolge nella zona brianzola del lecchese, attraverso la visita
di un museo e di un importante edifico romanico.
Il museo etnografico dell'Alta Brianza si trova a Camporeso, nel
comune di Galbiate, all'interno del Parco Regionale del Monte Barro
ed è un luogo di testimonianza del lavoro e della vita contadina
attraverso manufati, scritti, fotografie.

Nel pomeriggio merita una visita il
complesso del Santuario
di Santa Maria del Lavello
a Calolziocorte. Il
complesso, che sorge in prossimità delle sponde del fiume
Adda, comprende la piccola chiesa d’origine romanica dedicata
alla Beata Vergine, il campanile del XVIII secolo, e due chiostri.
Una leggenda molto curiosa è legata alla storia di questo
edificio: nel 1480 venne ritrovata, sotto una tomba, una sorgente
d’acqua che, in seguito a prodigiose guarigioni, venne ritenuta
miracolosa. Su di essa venne creata una fontana, o avello, oggi
ancora individuabile in una sorta di pozzo.

San Pietro al Monte a Civate
Questo
itinerario è molto particolare, perchè unisce la bellezza
dell'architettura romanica con un percorso naturalisitco - ambientale
molto caratteristico.
Dall'abitato di Civate si sale lungo una ripida mulattiera immersa
nel bosco, fino ad arrivare dopo un'ora circa, al complesso di San
Pietro al Monte, costituito
dai due edifici, posti frontalmente, che presentano una muratura
in conci di pietra sbozzati.
La chiesa
di San Pietro al Monte è costituito da una navata
unica nella quale si aprono due
absidi contrapposte, una ad est e l’altra ad ovest. Internamente
si ha programma pittorico caratterizzato dall’alta qualità
stilistica: nell’abside di sinistra sono affrescati alcuni
“Angeli”, un “Cristo benedicente tra i Serafini
ed i Cherubini”, mentre nella volta si possono ammirare gli
“Angeli dell’Apocalisse”. Nell’abside di
destra sono raffigurati invece una serie di “Santi”,
un “Cristo benedicente” e nelle volte i simboli dei
quattro Evangelisti.
L’oratorio
di San Benedetto, posto di fronte allo scalone della chiesa di San
Pietro, è successivo alla creazione di quest’ultima
e risale alla fine del secolo XI.
Nell’abside,
sopraelevata rispetto alla navata, è contenuto un altare
in pietra del XII secolo in cui sono affrescati, sui tre lati, “Cristo
tra la Vergine e San Giovanni”, “San Benedetto”
e “Sant’Andrea”.

Olgiate Molgora: tra luoghi di villeggiatura e luoghi della fede
Nel
territorio della Brianza lecchese si hanno diverse testimonianze
della vita di villeggiatura in villa accanto a luoghi di fede.
Tra le diverse ville di delizia che si possono visitare ad Olgiate
Molgora c'è la bellissima Villa Sommi Picenardi, nata attorno
ad una torre di avvistamento del XIV secolo, venne modificata nel
XVII secolo daldole l'aspetto attuale. La villa si articola attorno
a magnifici giardini all'italiana e all'inglese.
Un esempio di villa rurale è rappresentato dalla cascina
Buon Martino, classico esempio delle abitazioni contadine brianzole.
Accanto
alle dimore di villeggatura o contadine va segnalata una chiesa
molto particolare: la chiesa dei
Santi Pietro e Paolo,
edificata tra il XI e il XII secolo. La chiesa era legata ad un
convento
ma con
la soppressione di quest’ultimo, nel XIV secolo, l’edificio
iniziò un periodo di declino fino a diventare, nel XVI secolo,
un’abitazione privata. Oggi la struttura, a navata unica coperta
da volte a vela, ha perso gran parte della conformazione romanica.
Tuttavia la muratura esterna, a conci regolari di arenaria interrotti
da blocchi di serizzo, consente di individuare le parti più
antiche nella zona dell’abside, databile intorno al XII secolo.

Arlate, Oggiono, Varenna e Piona: esempi del romanico lecchese
L'itinerario
si snoda sul territorio lecchese, tra la pianura ed il lago, alla
scoperta di alcuni spendidi esmpi di architettura romanica di cui
Lecco è particolarmente ricca.

Il percorso inizia a Calco, in frazione Arlate, in cui si può
ammirare la chiesa
dei Santi Colombano e Gottardo, eretta tra il secolo
XI e il XII secolo in una suggestiva zona sopraelevata, faceva parte
di un complesso monastico cluniacense, Internamente è da
ammirare un
"Cristo Pantocratore” della fine del XIII secolo.
Nel
pomeriggio si prosegue poi verso Oggiono, dove si trova il battistero
di San Giovanni Battista, uno
dei pochi battisteri a pianta centrale che presenta ancora leggibili
le caratteristiche architettoniche romaniche.
Internamente all'edificio è ancora visibile l'antico fonte
battesimale e le pareti
interne sono conservano affreschi del XV e XVI secolo che rappresentano
diversi santi.
Il
giorno successivo la giornata inizia con lavisita a Varenna, caratteristico
borgo situato sul lago, in cui si segnalano il Castello di Vezio
e le chiese di San
Giorgio e San
Giovanni Battista, ambedue di origine romanica e contraddistinte
da pregevoli affreschi. Da non perdere la visita a Villa Monastero,
una spledida villa di delizia, oggi luogo di convegni, costruita
tra il XVI e XVII secolo, inserita in un giardino curato nei minimi
dettagli.
Piona, frazione di Colico, è la meta finale del percorso
considerato, luogo di straordinaria bellezza, capace di trasmettere
serenità e armonia con la natura.
Il
Complesso abbaziale di San Nicolò è senza
dubbio uno degli edifici più caratteristici del lecchese,
con i chiostri regolari e l'architettura semplice ed essenziale.
Internamente si hanno affreschi modificati in epoche successive
a quella di origine e due leoni in marmo usati ora come base per
le acquasantiere. Nel porticato si hanno dipinti dei secoli XIII,
XIV e XV; di particolare rilevanza quello raffigurante il “Ciclo
dei Mesi”.
Sempre a Colico, in località Villatico, sorge un'altra chiesa
di epoca romanica, anche se di quest'epoca è oggi rimasta
solo l'abside: la chiesa
di San Rocco, con tracce pittoriche di epoca rinascimentale.

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